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Apelo

Il cortometraggio "Appello" è stato realizzato da Clara Ianni in collaborazione con Débora Maria da Silva, leader e fondatrice del Movimento Mães de Maio (Madri di Maggio) ed è stato presentato alla 31° Biennale di San Paolo nel 2014.

"Appello" nasce dall'urgenza di trattare l'istituzionalizzazione della violenza in Brasile - consolidata nel corso della storia del paese, dopo l'invasione europea all'inizio del 16° secolo - e dalla nostra difficoltà di stabilire relazioni con la sua eredità.

Girato al Cimitero Don Bosco a Perus, periferia di San Paolo, dove il paesaggio urbano e campestre si incontrano, l'opera collega gli atti di violenza del presente con quelli del passato attraverso un discorso pubblico. Il cimitero è stato creato nel 1971 dal governo militare (1964-1985) per occultare i cadaveri delle vittime del regime repressivo, in gran parte desaparecidos, che vennero sepolti in una fossa clandestina comune. Negli anni 90 la fossa venne aperta ed i resti di oltre 1000 cadaveri vennero esumati. Oggi, nel luogo dove si trovava la fossa comune, è stato realizzato un monumento che ricorda le vittime ed i desaparecidos della dittatura. Malgrado si tratti di un luogo che ricorda violazioni dei diritti umani, nel cimitero, ancora oggi, vengono sepolti corpi di indigenti, che a loro volta sono spesso vittime della violenza di Stato.

La portavoce del discorso e co-autrice dell'opera, Débora Maria da Silva, ha avuto il figlio assassinato nel 2006, vittima delle azioni di rappresaglia condotte dagli squadroni della morte della polizia militare di São Paulo - una delle più letali al mondo. Oggi, Débora è leader del Movimento Mães de Maio (Madri di Maggio), formato da donne che hanno perso i loro figli a causa della violenza della polizia e che lottano per la verità e la giustizia.

Come appello, o convocazione ai vivi per ricordare i morti, il discorso reclama il diritto al lutto e alla memoria collettiva, affrontando l'oblio forzato, sistematicamente condotto dallo Stato in collaborazione con determinati settori della società. Cerca con questo di riscattare queste storie cancellate, che scompaiono tanto violentemente quanto gli individui o le popolazioni assassinate.

L'inesistenza della memoria e la conseguente incapacità di affrontare un trauma sociale, ci condanna alla ripetizione degli stessi atti di violenza nel presente, minacciato dai fantasmi della storia.

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Colaborador:
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